Vendite: Confesercenti, black friday spinge extralimentare e online

I dati Istat di novembre segnalano un aumento congiunturale delle vendite al dettaglio sia in valore sia in volume (+0,5% e +0,6%): un rimbalzo che va letto con prudenza, perché non cambia la fotografia di fondo di un mercato ancora fragile e sempre più sbilanciato a favore dei grandi operatori.

Così Confesercenti commenta i dati sul commercio al dettaglio a novembre diffusi oggi da Istat.

La crescita di novembre si concentra soprattutto sull’extralimentare e sull’online, anche grazie alla spinta del Black Friday, mentre il settore alimentare continua a mostrare segnali di sofferenza. Su base annua, infatti, le vendite crescono dell’1,3% in valore e dello 0,5% in volume, ma per l’alimentare l’aumento in valore (+1,3%) si accompagna a un calo dei volumi (-0,5%): si spende di più, ma si compra meno. L’extralimentare, invece, cresce sia in valore (+1,4%) sia in volume (+1,1%).

Rispetto a novembre 2024, aumentano grande distribuzione (+2,1%) e commercio elettronico (+8,3%), mentre le imprese operanti su piccole superfici risultano in lieve flessione (-0,5%), un andamento che segnala un recupero ancora disomogeneo tra i canali. Una dinamica che emerge anche guardando alla dimensione d’impresa: le attività fino a 5 addetti risultano in calo a novembre (-1,5%), mentre quelle con almeno 50 addetti crescono (+3,0%).

Allargando lo sguardo ai primi undici mesi del 2025, il quadro resta poco incoraggiante: le vendite complessive segnano +0,8% in valore ma -0,6% in volume. Anche qui l’alimentare conferma la “forbice” tra valore e quantità (+2,1% in valore e -0,8% in volume), mentre il non alimentare è fermo in valore (0,0%) e negativo in volume (-0,6%). Sul fronte delle piccole superfici, nel cumulato gennaio-novembre il saldo è ancora leggermente negativo (-0,6% in valore) e, secondo nostre stime, i volumi restano in flessione (intorno al -2%): un andamento che rende difficile chiudere l’anno in pieno recupero, anche considerando il contributo di dicembre.

“Il problema – sottolinea Confesercenti – è che i consumi interni restano deboli e le famiglie continuano a mantenere un atteggiamento prudente: lo confermano anche i dati Istat sul reddito e risparmio, con la propensione al risparmio salita all’11,4% nel terzo trimestre 2025, mentre a fronte di un reddito disponibile in aumento del 2,0% i consumi crescono appena dello 0,3%. In questo contesto il Black Friday, promosso in Italia soprattutto dalle grandi piattaforme, continua a spostare quote di mercato verso l’online attraverso politiche promozionali aggressive, spesso in un quadro di regole che non garantisce condizioni davvero omogenee di concorrenza”.

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