BANCA POPOLARE DI VICENZA. Incontro Comune, CCIAA e Categorie Economiche.

Il Presidente della Confesercenti di Prato Mauro Lassilassi “Le nostre imprese ci chiedono: stabilità, certezze e risposte in tempi brevi”.

Sono 5.358 gli azionisti della Popolare di Vicenza che hanno subito perdite dopo l’inizio delle vicende giudiziarie. Chiesto un incontro con il cda.

Il calcolo degli azionisti e delle perdite è stato fatto nel corso dell’incontro tra il sindaco di Prato Matteo Biffoni, il presidente della Camera di Commercio Luca Giusti, le categorie economiche e la presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato.

Quello che è emerso è che i pratesi detengono 2 milioni di azioni, il 51 per cento delle quali sono in mano a persone fisiche e imprese individuali. La gran parte degli azionisti ha quote inferiori ai 10mila euro, per un capitale di 25 milioni di euro. L’altra fetta di patrimonio è detenuto da azionisti che hanno pacchetti anche molto importanti. Il tutto, spiega il Comune di Prato, è stato calcolato tenendo conto di un valore medio ad azione di 60 euro, la quotazione media prima dell’inizio delle vicende giudiziarie e il crollo successivo.

Sulla base di questo, i pratesi detenevano 121 milioni di euro di capitale. Se si allarga lo sguardo all’area metropolitana si parla di 190 milioni di euro. Un capitale che ora è praticamente svanito.

“Questi numeri ci aiutano a capire concretamente come questa vicenda abbia toccato il nostro territorio. Ma soprattutto possono essere la base per un confronto con il nuovo consiglio di amministrazione, che dovrebbe insediarsi l’8 luglio – ha detto il sindaco Matteo Biffoni – chiederemo subito un incontro per capire come il nuovo cda voglia rapportarsi con il nostro territorio”.

“Stiamo parlando di perdite importanti, che hanno toccato tante imprese e tante famiglie – ha poi detto Luca Giusti, presidente della Camera di Commercio di Prato – In tanti hanno perso i propri risparmi senza aver capito nemmeno cosa sia accaduto, avendo fatto un investimento che ritenevano sicuro. Il nuovo corso della banca ci preoccupa, dobbiamo capire se per il nuovo cda Prato rivestirà un ruolo strategico”.

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